
di NOVELLA DI PAOLO
"Il Piccolo d’Abruzzo" lo ha intervistato il 24 aprile di quest’anno
(pagina 5), "le Iene" ne hanno parlato nella puntata andata in onda tre
settimane fa. Gabrilele Magno, di Orsogna ma residente a Bologna e
fondatore della onlus ‘Vie di mezzo’, è riuscito ad accendere sulla
questione degli errori giudiziari anche i riflettori della tv.
L’avvocato, che si occupa di errori giudiziari, ha contattato gli
autori della trasmissione nell’ottobre 2005 con una lettera; voleva far
conoscere a tutti la storia di un suo assistito Paul Nouk à Kesseng,
cittadino camerunese di 26 anni, accusato ingiustamente di stupro; ora
Paul è tornato in Camerun dalla sua famiglia, dopo aver però scontato
tutti i sei anni della sua condanna. Ed è lì che "le Iene" lo hanno
raggiunto per verificare tutta la vicenda.
In breve la vicenda è questa: Paul arriva in Italia nel 1999 per
diventare calciatore professionista; ci prova, va male, ha l’appoggio
del cugino Michel Ako. Il 7 ottobre 2000 Paul viene arrestato a Pavia
perché Marie Ako, la figlia dodicenne di suo cugino, lo accusa di
averla violentata. Accuse considerate attendibili dal Tribunale e
confermate da Michel Ako. Ma i fatti non sono proprio come appaiono.
Dal carcere Paul scopre dei particolari che Magno definisce
agghiaccianti: Ako Michel non è il vero padre di Marie, che è figlia
della convivente; la bambina ha tre anni in più dell’età dichiarata; la
bambina è affetta da un elevato deficit cognitivo. Infine: Ako,
ricercato in Camerun per uso di documenti falsi, emigrazione
clandestina e altri reati, ha confessato di aver architettato tutto per
accusare il cugino.
“Toccato dalla triste vicenda umana e giudiziaria di Paul Kesseng –
spiega l’avvocato Magno - ho deciso di assumerne la difesa insieme al
collega Antonio Petroncini di Bologna. Lo scorso luglio ho depositato
personalmente la richiesta di revisione della sentenza di primo grado
al fine di ottenere la ripetizione del processo. Ma la Corte d’Appello
di Brescia ha rigettato l’istanza, dichiarando la richiesta di
revisione manifestamente infondata sul presupposto che la ritrattazione
di Ako Michel non costituisce una nuova prova. Ironia della sorte:
questo rifiuto della Coprte d’Appello adesso comporta l’imposibilità di
poter riutilizzare in futuro la (non) nuova prova assunta dall’Autorità
giudiziaria camerunese”. Che fare? Conclude l’avvocato Magno: “Sul
piano processuale non resta che il Ricorso per Cassazione avverso la
sentenza della Corte d’Appello di Brescia, ma nel frattempo Paul
Kesseng si trova in Camerun e sarà molto più complicato garantirgli
un’adeguata difesa”.
Uniche cose certe: la bambina ha sicuramente contratto rapporti
sessual, Paul Kesseng non potrà mai più mettere piede in Europa, né per
fare il calciatore, né per altro. Ha la fedina penale macchiata da un
reato che non ha commesso. Ma ora, grazie all’avvocato orsognese
Gabriele Magno, lo sa tutta l’Italia.
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