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Il Secolo D'Italia - Caso Montagnani (672 KB)

Arrestato ingiustamente, immediatamente scarcerato. Indennizzato con 943 € ...

 

Lettera aperta


COSI’ ..E’ …SE A LUI PARE…

Di Luciano Montagnani

.P.M. …e poi ci sarebbe ..questo

Giudice e cosa abbiamo contro di lui?

P.M. mah abbiamo una intercettazione telefonica dove dice che ci avrebbe pensato lui.se l’imputato gli avesse mandato il denaro

Giudice e poi abbiamo altro ?

P.M. ..si abbiamo altre intercettazioni di telefonate ma in lingua Russa

Giudice ma come facciamo a sapere che si tratta della stessa persona ?sappiamo se conosce la lingua russa ??

P.M. mah viene usato lo stesso nome e quindi ritengo che sia la stessa persona . Che facciamo ?? Giudice ma si’ ..prendiamo anche lui poi si starà a vedere ..siamo sempre in tempo a rilasciarlo.


Deve essere andato circa cosi’ :Infatti , senza indagare sulla persona , sul suo menage su le possibilità economiche sue e delle persone a lui vicino , se effettivamente conosceva la lingua russa(e questo sarebbe stato molto facile, sarebbe stato sufficiente una telefonata in quella lingua proponendo un affare o un appuntamento, per rendersi conto se io ero in grado di capire o meno.)


Un Giudice ed un P.M, due esseri umani come noi . si sono permessi di emettere il mandato di perquisizione il mandato di sequestro ( bloccate il Conto corrente bancario, confiscata l’auto) ed il mandato di fermo ,ovvero la prigione .Hanno cioè giocato sulla vita di un uomo, sul quale non avevano indizi sufficienti per ritenerlo un criminale , lasciando un tale segno della esperienza che ho dovuto subire che non mi abbandonerà per tutto il resto della mia vita.




MANDATO DI PERQUISIZIONE e DI SEQUESTRO

Alle h.5,15 del mattino piu’ lungo della mia vita si senti suonare alla porta del nostro appartamento Prima ,ci parve di avere sentito un suono lontano , eravamo addormentati, poi il suono continuò con una certa insistenza , la mia compagna andò al citofono e chiese chi era ,naturalmente stupita per l’ora , fu’ risposto “polizia di stato “ e fu chiesto di aprire con molta crudezza ed autorevolezza.

Entrarono ben 7 persone .Io ,nel frattempo ,mi alzai ed in pigiama mi affacciai in salotto che è anche la stanza di ingresso di casa nostra. La mia compagna ,subito impressionata , quando queste persone chiesero di mè ,pensò da un incidente stradale e che io fossi fuggito, preso dal panico, io la rassicurai in tal senso .Allora uno di questi sette poliziotti disse un nome russo e mi chiese se conoscevo la persona proveniente dalla Russia ma abitante in Italia :Io dissi subito che avevo rapporti di lavoro con la persona in questione improntati su la massima correttezza e serietà.Allora mi fu’ detto che questa persona era accusata di riciclaggio di denaro sporco,e poi mi fu presentato un mandato di perquisizione .Al chè noi sempre piu’ stupiti ,dicemmo che potevano perquisire dove volevano, ma chiedemmo cosa cercavano.Loro furono un po’ evasivi nel rispondere ,ma capimmo presto che cercavano dollari ed in grossa quantità :noi eravamo sempre piu’ stupiti ma pensammo ad un disguido che presto sarebbe stato risolto. E dicemmo loro che da noi non vi potevano essere somme di denaro , perché purtroppo non “navighiamo nell’oro”. La mia compagna è una pensionata ed io ,dopo che ho dovuto chiudere la mia attività di artigiano, mi stò arrabattando per guadagnare qualche cosa , ma ben poco.Allora mi fu detto che avevamo comprato una auto e pagata in contanti.Noi, effettivamente, abbiamo cambiato auto e la abbiamo pagata in contanti , ma questa auto non è certo niente di straordinario Inoltre in quel periodo avevamo entrambi riscattato una assicurazione su la vita ed avevamo pagato l’auto con questo denaro e dissi loro che eravamo in grado di dimostrarlo. Mi furono confiscati tutta la documentazione inerente la mia attività , ed anche il computer e i vari C.D. e Floppy .Poi mi dissero che dovevo andare con loro in questura .Là portarono tutta la documentazione e mi fu’ chiesto di apporre la mia firma su ogni documento, poi, dato che avrebbero impiegato troppo tempo, mi furono dati vari fogli raggruppati insieme per apporre una sigla . Al quel punto però, inevitabilmente, unirono dei documenti di un inserto ,e quindi di un argomento ben preciso,a quelli presi da un altro inserto il che, quando me li hanno restituiti, mi ha comportato un gran disagio



MANDATO DI FERMO

Dopo diverse ore dissero che vi era anche un altro mandato quello di “fermo “ e che sarei stato inviato in un carcere.

Mi pareva di vivere l’esperienza di un altro ,come se dall’alto io vedessi questa scena che non mi riguardava , mi pareva cosi’ incredibilmente assurdo, impossibile,che mi pareva un sogno anzi un incubo. La mia compagna e mia figlia che piangevano , mia madre era troppo anziana per essere informata della cosa in quel momento. Io che li guardavo incredulo , attonito,perché sapevo che ognuno di quelle persone che avevano fatto quella irruzione in casa , sapevano perfettamente che non avevano un delinquente davanti e che non potevo essere accusato di riciclaggio di denaro sporco, , e si erano convinti che il giudice aveva preso un abbaglio. Eppure si scusarono ,in un certo qual modo, ma dissero che dovevano obbedire agli ordini.

Verso sera quindi , dopo abbracci strazianti a mia figlia ed alla mia compagna, fui portato da due delle persone che erano entrate in casa al carcere della mia Città :Prima si fermarono in un posto dove mi furono fatte delle foto e prese le impronte digitali. Ricordo che si sentirono in dovere di rassicurarmi che presto sarei stato nuovamente libero ed io chiesi loro che parlassero con le guardie carcerarie per fargli capire che io non ero un delinquente e che non avevo neppure effettuato il riciclaggio di denaro sporco.


Mi chiedo perchè delle persone preposte all’arresto non possano dare un loro parere al giudice che ha ordinato lo stesso, dato che loro possano effettivamente avere una opinione sulla persona indagata, se è vero come è vero che anche le sensazioni verso una persona hanno il loro valore ,ed inoltre loro , avendomi interrogato e per le risposte e le spiegazioni da me date si erano convinti della mia innocenza. E poi non avrebbero ottenuto la stessa cosa con gli arresti domiciliari ,senza fare subire delle umiliazioni e senza lasciare una impronta cosi’ profonda nella mia vita, e non solo nella mia ,.ma anche in quella delle persone a me vicine. Infatti avrei avuto ,come ho ancora ,il telefono sotto controllo e non avrei potuto lasciare l’abitazione né comunicare con altre persone al di fuori di quella prescelta.


IL CARCERE

All’ingresso nel carcere subito trovai una atmosfera carica di strafottenza , di gusto di volere infierire e di volere fare capire subito che ora ero in altro mondo.ed anche il gusto di fare del male e la sensazione di potere che hanno su te. Si và oltre al tram tram di un lavoro ,c’è proprio il “gusto” , quasi la ricercatezza di volere lasciare un segno indelebile Ti sbattono in una cella , chiudano la porta a chiave e ti trovi in un ambiente quasi buio con una finestra alta lucifera dove vidi delle scritte su i muri in arabo , e dei numeri ,come se qualcheduno avesse contato i minuti che lo avevano lasciato li’ L’aria che passava solo da una fessura della parte alta della porta era irrespirabile ..E’ una sensazione tremenda , ti rendi conto che hai varcato una soglia ostile , che il mondo, quello che tu conosci , è lontano , che sei nelle mani di questi carcerieri , che potrebbe succedere di tutto senza che nessuno possa intervenire o venga informato. E loro non fanno nulla per dissipare le tue paure anzi ci godono è come uno che rigira il coltello nelle ferite.

Aprirono la cella e mi dissero di seguirli in una stanza dove mi ordinarono di spogliarmi e con uno strumento che poteva sembrare un manganello mi toccarono dappertutto ,poi,quando si accorsero che non avevo nascosto né droga né altro mi dissero di rivestirmi. Raccolsi i miei abiti , anche quelli intimi da terra , dato che non vi era niente su cui poterli appoggiare, e vidi la guardia che frugava nella borsa dove la mia compagna aveva messo velocemente un paio di mutande , le medicine , un giornale la saponetta , il sapone per la barba , le lamette e miei occhiali da vicino.

Vidi che esaminava bene ogni oggetto e faceva due gruppi , quando ebbe finito mi fece il gesto di prendere le lamette e gli occhiali e io gli chiesi delle medicine affermando che erano veramente utili per la mia salute e che le prendevo regolarmente ogni giorno , sia quelle per il cuore che quelle per la circolazione che,a seguito di un infarto polmonare, ero costretto assolutamente a prenderle. Gli chiesi anche il giornale ed il mio orologio , ma mi venne risposto con arroganza che in carcere le richieste non valgono e che loro comandano ed io devo subire ed obbedire , perché ho perso ,e sono le vere parole di quella guardia ogni diritto.


Quindi esiste proprio la volontà di umiliare il detenuto, senza indagare minimamente del perché è stato li’ condotto , se è un vero delinquente , un assassino,un venditore di droga , un ladro o se invece è per motivi diversi assolutamente meno eclatanti anche se sempre devono essere puniti , frode ,errori commerciali , risse occasionali .

Penso che in una società civile e moderna debba esistere una differenziazione nel trattamento dei detenuti.

Il, fatto poi di non permetterti l’uso del giornale è veramente ignobile perché loro desiderano che tu soffra e non che tu possa, in qualche modo, impegnare la tua mente o che solo voglia cercare nel leggere un rifugio fino a chè la stanchezza accumulata con le emozioni non ti prenda.



Poi ,dopo che mi hanno nuovamente preso le impronte digitali e fatte le foto con tanto di numero mi hanno un dato un sacco di plastica nero ,come quello della nettezza, dove ho dovuto mettere le cose che mi avevano lasciato gli occhiali e le lamette .Ho seguito la guardia che ha preso dall’armadio due lenzuoli e un rotolo di carta igienica. Ricordo che mentre lo seguivo lo supplicavo di mettermi in una cella da solo , avevo paura perché anche io, come noi tutti ,solo attraverso i film avevo visto un carcere. Passando vidi un panino ancora imbustato e chiesi se potevo prenderlo , dato che non avevo toccato cibo dalla sera prima .Mi fu’ concesso e dopo aprirono la cella .

Questa era sporca illuminata da una luce azzurra molto intensa Nel bagno vi era un lavandino ed un water ma non vi era la luce , per quel poco che potevo vedere dal riflesso che faceva la luce della cella vidi che entrambi erano di uno sporco incredibile , inoltre la cannella perdeva acqua con un rumore continuo e logorante per mè che volevo trovare un sollievo nel potere dormire. Il letto era anch’esso sporco , faceva freddo e chiesi una coperta , ma mi fu’ detto che non era possibile averla .

Guardavo attonito il muro , diedi un morso al pane duro e mangiai anche un frutto che evidentemente aveva lasciato il precedente inquilino. Avevo necessità di andare in bagno, ma mi resi conto che sarebbe stato come cercare un infezione,andai al cancello della cella e urlai che avevo necessità delle medicine .Dopo un periodo,che a me parve interminabile, arrivò una guardia che mi disse che fra qualche ora sarebbe arrivato il medico e che lui avrebbe provveduto . Cercai di dormire ,appoggiai il lenzuolo sulla materasso ,mi copri con la giacca . Il freddo che passava dalla griglia della apertura situata di fronte al cancello , mi teneva sveglio eppure sapevo che solo dormendo avrei potuto per un po’ dimenticare quello che stavo vivendo. Poi mi vennero a prendere e mi portarono dal dottore

Era una dottoressa che risultò gentilissima , si informò sulla mia salute e lesse il foglio che la mia compagna aveva fatto fare dal medico dove erano elencate le medicine a me necessarie , mi procurò le stesse .Mi ricordo che io Le dissi :mi chiami spesso , perché ho bisogno di parlare , di sentire una voce umana e non dispotica ed arrogante . Ricordo anche che le dissi che non credevo che venisse fatta anche una tortura psicologica nel nostro secolo ,infatti la cella ,il bagno sporco e senza luce per vedere come pulirlo,il fatto di non lasciarmi il giornale , la sporcizia nelle reti ,per terra .ovunque erano intollerabili per chiunque. Voglio pensare che una tale angheria non venga fatta in tutti i carceri. Fui riaccompagnato nella cella e dopo poco mi vennero nuovamente a prendere e mi portarono in un corridoi all’aperto stretto e lungo e con i muri alti che permettevano solo la vista del cielo . Mi misi a camminare avanti e indietro velocemente, avevo desiderio di sgranchirmi le gambe e mi trovavo a fare una cosa diversa che guardare il muro della cella . Respiravo a pieni polmoni e con la testa bassa continuavo a camminare velocemente come per utilizzare lo sforzo fisico per non pensare. Effettivamente però serviva quella interruzione molto di piu’ di quanto avrei pensato.,mi pareva di assaporare la libertà.

Mi fecero rientrare in cella ma dopo poco mi dissero di mettere le mie poche cose ed aprirono la cella

Mi portarono attraverso un lungo corridoio in un spazio e da li’ salimmo al terzo piano e si aprii una porta comandata elettricamente e ci avviammo verso l’ultima cella :Mi pareva un altro mondo le altre celle erano , in certo senso personalizzate, alcune sembravano delle librerie ,in altre i detenuti stavano cucinando ,vi erano detenuti che parlavano fra di loro tranquillamente , alcuni anche nel lungo corridoio davanti alla porta aperta della cella .Quando fu aperta la porta ed entrai in quella che ,poi mi fu detto, era la cella piu’ grande, con nove posti in tre letti a castello a tre piani , mi vennero incontro dei ragazzi ( il piu’ grande avrà avuto 30 anni ) che subito si presentarono e poi si misero a confabulare fra di loro ed a cambiare i posti letto in modo di non farmi dormire al piano piu’ alto ,cosa che mi avrebbe senz’altro creato un gran disagio .Liberarono per me un letto al piano terreno e poi uno di loro prese dal mio sacco le lenzuola e si mise a rifare il letto con altri. Io fui veramente sorpreso e rimasi stupito di tanto calore umano .Come contrastava con il trattamento avuto la notte precedente. Poi passò l’uomo preposto a dare il rancio,io ero pronto a prenderlo, affamato come ero,ma uno di loro mi disse che non era buono e che avrei potuto mangiare il cibo che stavano preparando :Io ,naturalmente, lo ringraziai , ma feci notare che non potevo dargli niente dato che non avevo alimenti e non avevo denaro. Lui mi disse che non importava e che avrei potuto in seguito sdebitarmi. Mi vollero mettere a capo tavola ed incominciarono a servire una pasta. Ognuno aveva il proprio compito, ma ,soprattutto c’era come una mania della pulizia, cosa che a me ha fatto,ovviamente, molto piacere.-Ricordo che vedemmo in televisione una partita di calcio e poi ,mentre mi stavo addormentando, due ragazzi tunisini che a mala pena parlavano italiano, mi portarono una fetta del dolce che avevano fatto e che io accettai ma lo mangiai la mattina dopo. Sembra sia una “ regola” ma è naturale che ognuno parli dei motivi per cui si trova in cella..Io raccontai che per il mestiere che faccio sono stato accusato di riciclaggio perché viene detto che i miei clienti pagando spesso la merce in contanti ricorrono a denaro sporco.


Sembra strano che i miei clienti paghino in contanti almeno una parte della merce.; ma ,quando questi si presentano dal fornitore , è questo stesso che ,giustamente , non conoscendoli, pretende denaro contante per “fermare “la merce richiesta .Il completo pagamento della stessa avveniva di solito con bonifico bancario ;e,solo in quel momento, veniva effettuata la spedizione da parte del fornitore. Io non prendo il denaro da i miei clienti ,ma,unicamente da i fornitori a presentazione di un mio documento fiscale. ; per cui mi chiedo come posso essere accusato di riciclaggio io che non ricevo alcun compenso da i clienti,senza contare che io non posso assolutamente sapere da dove deriva il denaro che viene utilizzato per la trattativa., Io so che i miei clienti hanno una attività ,come risulta dal biglietto da visita che presentano, inerente alla merce che desiderano acquistare e quindi ritengo sia piu’che normale che cerchino detta merce per il loro negozio. Inoltre , se il P.M .avesse indagato con attenzione sulla mia situazione economica ,si sarebbe reso conto, anche dal mio menage,che non potevo essere un “complice”dato che era ovvio che ,in quel caso, avrei preteso una commissione rilevante per ogni acquisto; e. questo denaro in qualche modo anche solo nel menage quotidiano sarebbe apparso.oppure sarebbe figurato sul C/C bancario mio o delle persone a me vicino. La triste verità è che queste persone si ritengono al di sopra di ogni giudizio e si permettono di giocare con la vita dei loro simili.


Trascorsero ancora due interminabili giorni nei quali cercai di potere comunicare con i miei cari;ma questo non è consentito :Si può solo ricorrere all’invio di fax che vengono,ovviamente, esaminati , ma che , a detta dei detenuti, non è sicuro che arrivino velocemente.


Anche questo è assurdo. E ‘piu’ che giusto che il contenuto di un fax o le parole , nel caso di una telefonata ,vengano controllate ; ma è veramente malvagio non permettere a i detenuti di contattare le persone care per rassicurarle o semplicemente per sentire una voce cara .

Si arriva all’incredibile che ,fino al tribunale del riesame , che sembra di legge debba avvenire entro tre giorni dall’arresto , non è possibile al detenuto di parlare con il suo avvocato.

Mi chiedo che senso ha ,perché come fa’ un avvocato a difenderti se non ha sentito dal diretto interessato la sua versione dei fatti.


Mi sono reso conto che il carcere, cosi’ come è,non può servire a migliorare le persone , che vivono in una completa apatia mentale e fisica ; ed allora cercano una occupazione per passare il tempo che spesso si rivela come una manifestazione quasi morbosa Quei ragazzi si muovevano con una certa frenesia ,.alcuni continuavano a pulire la cella e ripassavano il cencio dove lo avevano già dato, altri erano intenti a fare conti di quanto loro necessitava acquistare , ma tutti si muovevano come a scatti ,come un animale in gabbia, forse perché erano tutti drogati che lottavano per la mancanza della razione giornaliera o forse perché erano sotto metadone . Oltre la giornaliera mezzora di aria aperta in cortile,era concesso loro di andare in un specie di campo sportivo dove potevano correre e giocare ma solo una volta la settimana .


Secondo me sarebbe invece piu’ utile costruttivo e piu’ dignitoso che il detenuto potesse lavorare anche per sdebitarsi per i danni creati alla società .Che dovesse sottoporsi a degli orari di lavoro ,che imparasse ad operare in una società che ha le sue regole.che, infine, arrivasse la sera stanco per il lavoro , ma felice perché aveva vissuto intensamente una giornata anche parlando con altri ed imparando, magari , un mestiere, anziché stare guardare il muro e rimuginare su gli errori commessi.



Durante quei due giorni trascorsi con quei ragazzi che mi chiamavano zio e mi riempivano di attenzioni e di premure ebbi modo di constatare come si svolge la vita nei carceri.Quando entri ,dopo la “visita” ti portano in un ufficio dove ti prendono le impronte digitali e ti fanno le foto con il numero attaccato,poi,prelevano dal tuo portafogli il denaro e ti rilasciano una ricevuta ed un libretto sul quale figura l’importo che può essere utilizzato per i vari tipi di acquisto che vengono proposti :Passa infatti ,penso un altro detenuto , a “prendere gli ordini” di merce alimentare o no ,che verrà consegnata due giorni dopo, ed il pagamento della stessa viene effettuato prelevando dal “libretto” E cosi’ feci , per cui ,quando potei tornare a casa non avevo ancora ricevuto la merce ordinata , ma fui contento perché almeno potei ,in qualche modo, sdebitarmi con quei ragazzi che erano stati cosi’ gentili con mè.Quando me ne andai un detenuto che era appena stato portato nella nostra cella , mi diede un numero di telefono e mi chiese di informare la moglie in quale carcere era stato portato.


Rendetevi conto che,non potendo comunicare,nessuno della sua famiglia sapeva dove era e ,magari,potevano pensare che aveva avuto un incidente e che fosse in qualche ospedale .o magari morto.Ditemi che senso ha e se non è cattiveria questa limitazione valida per tutti i detenuti indipendentemente dalle motivazioni per cui sono state portati in carcere.E magari i gli inquisiti

“eccellenti”possano invece comunicare con i loro cari e con i loro avvocati.



IL TRIBUANALE DEL RIESAME

La mattina del terzo giorno mi fu detto di prepararmi perché mi avrebbero portato in una sorta di tribunale ( io li avevo visti solo nei film ) dove sarebbe avvenuto appunto il “tribunale del riesame”

Dovetti subire l’umiliazione di essere portato con le manette in un furgone cellulare insieme ad altri due detenuti . Quando arrivammo a destinazione chiesi ed ottenni che mi facessero uscire ed attraversare la strada quando non vi erano passanti .Fui poi messo in una piccola cella ,dove mi pareva mi venisse a mancare il fiato, e fui contattato per la prima volta dal mio avvocato che mi disse che questo fatto si era reso possibile grazie alla gentilezza ed alla comprensione dei giudici.

Ero impaurito ma nello stesso tempo ero contento di potere finalmente esprimermi riguardo all’accusa e di potere spiegare i motivi per cui la mia detenzione era semplicemente assurda.

Non feci neppure in tempo a raccontare la mia versione dei fatti ed i motivi per cui io ero ingiustamente accusato,all’avvocato, che mi vennero a prelevare per portarmi in tribunale.Sedetti accanto al mio avvocato difensore e i giudici ,di fronte a mè, incominciarono ad interrogarmi Io risposi ad ogni loro domanda quasi troppo celermente ,perché talvolta ,dovetti ripetermi perché non avevano fatto in tempo ad effettuare le registrazioni dell’interrogatorio:Ricordo che l’avvocato mi faceva segni di rallentare il mio “impeto” con il quale spiegai in cosa consisteva il mio lavoro e ,ricordo anche , che io chiesi direttamente al Giudice se lui avrebbe consegnato della merce a degli sconosciuti senza pretendere denaro contante, ma accontentandosi di ricevere in cambio degli assegni di una Banca straniera. Quando l’interrogatorio fini’ ricordo che supplicai il giudice di non farmi tornare in carcere e questo avvenne dopo poche ore che ero tornato in cella .Fui chiamato da una guardia e mi fu detto di prendere le mie cose e che ero libero. Seppi poi che il mio avvocato aveva chiesto per me gli arresti domiciliari, ed invece io ottenni l’immediato rilascio.L’avvocato si complimentò per come avevo risposto alle domande del giudice che ha anche la fama di essere molto severo,senza esitazioni né timori , ma io dissi che mi ero limitato a dire la verità e quando uno dice la verità ,rispondere in modo chiaro alle domande è normale.





Al mio avvocato,credo , non sia permesso neppure intervenire durante l’interrogatorio davanti al tribunale del riesame. Lui non ha inoltre in mano la documentazione che ha permesso ai magistrati di incriminarmi. Come può difendermi in quella fase ? Su cosa può basare la difesa appunto del suo assistito ? Che senso ha alla fine la sua presenza se non può agire ?


Quando fini’ l’interrogatorio , mi fu’ concesso di vedere mia figlia e la mia compagna che fecero bene a non portare anche mia madre perché il dolore a quella età può essere fatale. Mentre attraversavo un corridoio che mi avrebbe riportato alla piccola cella e poi al furgone , vidi mia figlia e la mia compagna :Davanti a mè mia figlia, che aveva gli occhiali da sole scuri per non farmi vedere quanto aveva pianto, ,si sciolse letteralmente in lacrime , e mai e poi mai potrò dimenticare quel momento e lo strazio che procurò in mè e in lei.Fu anche un momento di estrema dolcezza dove anche una sola stretta ad un braccio ti fa capire quanto possa essere grande l’amore verso una persona Poi abbracciai la mi compagna che piangeva e mi fece una tenerezza e nello stesso tempo provai tanto dispiacere nel pensare che ero io la causa di una tale sofferenza . Ricordo che chiedevo scusa per ll dolore che avevo procurato loro. Furono degli attimi di una tale intensità che rimarranno sempre nel mio cuore. Chiesi notizie di mia madre e ricordo che approvai il fatto di non averla portata a questo appuntamento straziante. Ringraziai la mia compagna della lucidità che aveva sempre dimostrato anche in un momento cosi’terribile; la ringraziai per le premure verso mia madre , per avere trovato insieme a mia figlia un avvocato valido, per avermi inviato un pacco (che avrei ricevuto piu’ tardi in cella )per avere pensato lei ad andare dal medico per farsi rilasciare quel foglio con elencato i medicinali che mi occorrevano , senza esitazioni anche se dovette ovviamente raccontare l’accaduto.

Potrò forse arrivare a perdonare quei magistrati per la sofferenza procurata a me , ma mai e poi mai per quel dolore tangibile ed immenso procurato ai miei cari. Mi rendo conto che è un mestiere difficile ma ,proprio per questo deve comportare una responsabilità diretta, e ,come dice la legge , fino a che una persona non è giudicata colpevole in base a prove certe, deve essere considerata innocente , e si deve agire di conseguenza..La mia compagna poi mi disse che l’avvocato che avevano preso era una persona molto valida e di sperare che presto le cose sarebbero cambiate e sarebbe stata riconosciuta la mia piena innocenza. Dopo questo rapido incontro straziante durante il quale non potei trattenere le lacrime, fui riportato in carcere.


Come è possibile che in nome della giustizia un magistrato si permetta di distruggere una esistenza di una persona senza avere in mano delle prove inconfutabili della sua colpevolezza.

Ho perso la fiducia nella giustizia italiana ed in come viene applicata , anche se ammetto che non tutti i magistrati sono cosi’ volutamente ottusi ed irresponsabili nell’emettere degli ordini di cattura. Voglio sperare che alcuni non agiscano in questo modo, come del resto il magistrato che mi interrogò , ma devono essere proprio questi magistrati per primi a prendere le distanze dai loro colleghi che non fanno onore al loro ordine e non devono opporsi al fatto che anche i magistrati devono essere soggetti a rispondere delle loro azioni, come ,del resto, avviene in tutte le altre attività. E ci fu’ anche un referendum , ma lo stesso è stato completamente disatteso.



LE CONSEGUENZE DEL MANDATO DI SEQUESTRO
Ed il “mandato di fermo” è ovviamente il piu’ grave che ho dovuto subire. ;ma, considerato che in base al “mandato di perquisizione “, delle persone estranee sono autorizzate a frugare anche fra le cose piu’ intime anche questa esperienza è dolorosa. ed umiliante

Per il “ mandato di sequestro”poi ti trovi all’improvviso a non potere utilizzare il tuo denaro ne la tua auto ,anche se questa , come nel mio caso , serve per lavorare. Il conto in banca viene chiuso automaticamente e non puoi piu’ accedervi, Non sei piu’ padrone di niente e nel mio caso, visto che avevo la firma,come accade in quasi tutte le famiglie , sul conto corrente della mia compagna , è stato bloccato anche quello per diversi mesi , fino a che , sempre ricorrendo all’avvocato , non siamo riusciti ad avere il dissequestro dei beni confiscati.

Non solo il disagio , ma l’umiliazione di dovere ricorrere a prestiti effettuati dai parenti piu’ prossimi ,letteralmente per potere avere da mangiare .L’umiliazione subita presso la banca dove operi normalmente e dove ,magari ,hai dato ordine di pagare le varie bollette , dove ti senti in obbligo di dare delle spiegazioni che ti umiliano. E , magari, ti trovi in condizioni di non potere fare fronte agli impegni assunti , e questo fatto può pregiudicare rapporti di lavoro futuri, e continuare quindi a crearti un danno morale ed economico.



Non sarebbe logico lasciare la possibilità di prelevare un minimo giornaliero per la reale sussistenza in base ai componenti della famiglia. E ,magari, per chi ha una attività e degli impegni già assunti, consentire di utilizzare il proprio denaro per fare fronte agli stessi. Ovvero dare la disponibilità relativa e controllata in modo che uno non usi il denaro per potere scappare ,ed è questo il vero motivo del sequestro cautelativo. Inoltre c’è da tenere presente che ,per arrivare ad ottenere una sentenza di dissequestro ,passano molti mesi, data la lentezza ,ben conosciuta ,della applicazione della legge.





LA SITUAZIONE ATTUALE

Ancora oggi dopo piu’ di due anni non vi è stato il processo , né un incontro con il magistrato che mi ha accusato per potere finalmente essere scagionato e liberato dall’accusa : Vivo con questa “spada di Damocle sulla testa “ e non so neppure se riuscirò ad avere il denaro sufficiente per fare fronte alla notula dell’avvocato, non so ,nel caso dovessi recarmi in un'altra nazione se sono ancora segnalato come un delinquente , se rischierei di non essere accettato ,se ho ancora il telefono sotto controllo.



Anche questo non è giusto ;se, il giudice del tribunale del riesame ,che mi ha ascoltato mi ha immediatamente liberato, dovrei essere liberato anche dal magistrato che mi ha accusato in tempi brevi, questo per la mia tranquillità ed anche per la mia dignità di persona.


La cosa piu’ triste ,poi , è quella che non posso neppure firmarmi né fare il nome dei magistrati che mi hanno cosi’ duramente colpito nella mia esistenza ,e che questo,ovviamente, per paura di ritorsioni vergognose ed indegne di un paese civile come l’Italia.

Ma forse è meglio perché quanto ho scritto non rappresenta un “caso a sé stante”ma, purtroppo avviene spesso e deve e vuole essere una denuncia su lo strapotere dei giudici e dei pubblici ministeri